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LA PROVINCIA DI FROSINONE

LE CITTA FORTIFICATE E I MONTI ERNICI
Tra le cime verdeggianti dei monti Ernici sorgono antichi borghi fortificati, testimonianze preziose del cammino della cristianità nel cuore dell'Italia antica

Nel cuore d'Italia, nel meridione del Lazio, dove in origine furono gli Ernici, il misterioso popolo italico, si nascondono tesori incantevoli, cittadine antiche dove il segno della storia parla di Roma e del Papa Re, dove la natura incorrotta e sublime fa da corte ideale alle bellezze nate dal genio degli antichi. Questa è la Ciociaria storica, crocevia di popoli, di santi e di eserciti che fin dall'antichità transitavano per queste montagne, i Monti Ernici appunto. La zona che fu assai impervia, è fitta di alte colline ricche di boschi secolari e di borghi 'ciclopici' dove nacquero grandi personalità di Roma antica e quattro tra i Papi più celebri dell'età medievale e del Rinascimento. Oggi quel carattere 'imper¬vio' non è più tale, ma certo ha permesso che gli aspetti più rigogliosi e splendidi di questa natura siano giunti a noi quasi vergini. Stessa sorte è toccata alle cittadine sorte tra questi colli: i tratti della storia sono ancora lì, ben visibili, attentamente conservati e recuperati al vivere contemporaneo. Su e giù tra boschi e colline si può tracciare un idea¬le percorso, un fazzoletto di verde, vagamente rettangolare ai cui margini si adagiano la bella Alatri, l'erudita Veroli, l'inespugnabile Ferentino e la ricca Anagni. Erano Aletrium, Verulae, Ferentinum, Anagnia, municipium romane e prima città italiche di cui Anagni era la capitale. Proprio in età preromanica vennero posizionate le grandi cinte murarie dette ciclopiche, per la loro imponenza, che abbracciano e proteggono centri abitati ricchi di tesori costruiti nei secoli a venire. I Romani sconfissero gli Ernici e provvidero ad allargare, fortificare, arricchire le città dei vinti. Ed ecco strade, fonti, mercati coperti, terme ed anfiteatri a testimoniare la potenza di Roma. Il medioevo e il Rinascimento die-dero la stura alla fioritura di chiese, palazzi nobiliari, centri storici di grande bellezza. Tutto questo si rintraccia ed è ben visibile tra le mura di Alatri, Ferentino e Veroli men¬tre la fiorente Anagni resta celebre soprattutto per i Papi che vi nacquero e che vi abitarono. Ma se la memoria dei secoli passati rifulge nelle città, celate tra le pendici dei Monti Ernici, splendono le testimonianze di una fede antica, tanto cara agli abitanti di Ciociaria. Due nomi per tutti: Trisulti e Casamari. Grandi abbazie isolate, perse tra lecci e faggi, fondate da frati eremiti che percorrevano le antiche vie della cristianità verso Cassino. Luoghi dello spirito ove iniziò precocemente l'opera di evangelizzazione e dove continua il pellegrinaggio delle genti ciociare attirate dalla forza della fede e dal fascino della storia che vivono intatte nelle grandi abbazie del Lazio meridionale. Più mondani, invece, ma non meno interessanti sono le tradizioni legate ad uno dei piaceri più grandi, quello della gola. Sapori antichi, semplici e corposi dove si uniscono le suggestioni di tre regioni, quella laziale naturalmente, più quelle di Campania e Abruzzo. Risultato piatti sapidi e dal gusto strepitoso. Regnano su tutto le indomabili fettuccine, seguite dagli onnipresenti abbacchio e capretto. E poi una cascata di formaggi sublimi, salumi di montagna, pizze rustiche e via di questo passo.



LUNGO IL LIRI ED IL FIBRENO NELLA TERRA DI CICERONE

Tra il verde del fiume, sulle anse del Liri e le sponde del Lago Fibreno


Cantava il poeta di questo lembo di terra che “respira nelle vaste anse del fiume Liri'. Antiche acque, verdi e profonde dove la storia si è specchiata, dove grandi eventi sono accaduti e grandi uomini hanno visto la luce. Il mitico Liri ha definito e accompagnato la vita di questa parte della Ciociaria, partendo dall'alto quando lambisce Sora, e giù verso quello che era il Regno di Napoli, a Isola del Liri e fino a incrociarsi con le acque sotterranee e vigorose del Fibreno che arricchiscono altre cittadine, Posta Fibreno e Vicalvi. Si dice che questa sia la vera Ciociaria, la più antica, la più intrisa di tradizione e fasti storici. Forse si tratta di un primato dettato dall'orgoglio locale, ma certo qualche dato che lo supporta c'è. Basti citare due nomi, conosciuti e rispettati da secoli, Caio Mario e Marco Tullio Cicerone. Caio Mario è ricordato come oppositore intransigente di Siila, il dittatore delle guerre civili. Nacque a Cereatae Marianae piccolo villaggio nel territorio di Arpino, che comprendeva anche l'odierna Castelliri, sulle cui rovine i Cistercensi eressero l'abbazia di Casamari; la presenza di Roma nel I sec. è testimoniata dai resti della strada basolata e dal magnifico ponte, ad un solo arco, sul torrente Amasene Cicerone, grandioso oratore, politico e scrittore visse i suoi primi anni in un luogo ameno, un'isoletta dove il Liri si congiunge al Fibreno, dove oggi è la chiesa di S. Domenico, tra Sora e Isola del Liri. Dei due grandi resta anche un tributo fatto da un altro grande, il Canova, che scolpì due busti in marmo candido che occhieggiano nella Sala Consiliare del Municipio di Arpino. Ma volendo tornare alle origini, non bisogna dimenticare che questa parte dell'entroterra laziale, era patria dei bellicosi Volsci, popoli italici che crea¬rono non pochi guai ai romani invasori. Gran parte dei borghi venne fondata proprio dai Volsci, di cui restano tracce nelle mura poligonali di alcune città come Sora, antico cen¬tro volsco, diventato romano, e nelle fondamenta della cattedrale che inglobano due grandiosi templi del III secolo a.C. Le tracce dei romani si mischiano belluinamente con quelle dei Latini, dei Volsci e dei Sanniti a Fregellae, la sfortunata colonia fondata dai romani nel 328 a.C. sulla via Latina a difesa dai popoli italici e poi distrutta nel 125 a. C. dagli stessi fondatori perché ribelle. Come Cicerone lasciò nei suoi scritti una descrizione accorata dei luoghi in cui nacque e della bella villa sulle acque del Liri e del Fibreno, anche Plinio ci racconta delle amenità e della pace che regnavano sulla piccola isoletta galleggiante che naviga nel Lago Fibreno. In superficie si gode della meraviglia di un'oasi naturale e lacustre che è un paradiso per tante specie, ma sotto la superficie corrono lame d'acqua vigorose che sgorgano dalle montagne d'intorno. Acque purissime che con¬fluiscono improvvise a dare vita al piccolo lago dalle acque di cristallo dove resiste nei secoli la bella isola descritta da Plinio. Ma a ben guardare, la pace e la bellezza sono anco¬ra quelle narrate dal poeta di Roma antica. Alla pace del luogo, si può aggiungere il benessere del corpo. Attraverso il palato: assaggiare le trote selvatiche pescate nel lago, è un' esperienza quasi mistica. Cotte alla griglia, al forno o in cartoccio con patate e code di gamberi di fiume, sono un piatto di rara prelibatezza.



CIOCIARIA ARCHEOLOGICA E SOTTERRANEA
Un itinerario tra superficie e sottosuolo alla ricerca delle tracce della storia e delle meraviglie della natura


La Ciociaria vanta tra le sue tante bellezze naturali e architettoniche un pregio che non molti conoscono: quello di essere uno dei territori italici più precocemente abitati. A testimonianza di tale precocità, i resti di quello che è chiamato l'Uomo di Ceprano', addirittura il più antico Homo Herectus di cui si abbia notizia in Europa, un nostro ante¬nato vissuto in terra ciociara 800-900000 anni fa. La cittadina di Ceprano sorge in un luogo di grande importanza per la ricostruzione della storia dell'Italia di età pre-romana e romana. La sua posizione, su di un'ansa del Liri sulla via Latina, ne faceva un luogo sensibilmente importante dal punto di vista strategico e commerciale. Non a caso nei din¬torni della città si trovava Fregellae, importante colonia di Roma distrutta dagli stessi romani nel 125 a.C. perché ribelle. Dopo la perdita di Fregellae sul suolo dell'odierna Ceprano sorse Fregellanum di cui sono stati trovati resti di età imperiale. Molto più indietro nei secoli ci portano i resti dell"Elephans Meridionalis et Antiquus' trovati nei din¬torni di Pofi e riconducibili ad almeno 400mila anni fa. Due zanne e un molare del grande elefante sono visibili al museo Preistorico di Pofi dove sono esposti anche altri resti di 'Homo Herectus' e molti manufatti paleolitici reperiti in zona. I ritrovamenti archeologici, ricchissimi, permettono di seguire passo passo nei secoli e negli anni la storia, gli eventi, il susseguirsi di popoli, di dominatori e di vinti. In età preromana il Lazio meridionale era territorio di Ernici e Volsci, popoli italici in seguito romanizzati dopo lotte e battaglie. Ed era un importante centro volsco, come testimonia il suo nome, Castro dei Volsci. Era la città volsca di Castriminium difesa da una Rocca e da mura megalitiche che i romani distrussero ma di cui restano ancora i segni. Poco distante dal centro, in località Casale di Madonna del Piano, si può vedere un interessante complesso archeo¬logico che racconta dieci secoli di vita della zona. Dagli scavi sono emersi i resti di una villa romana del I secolo a.C, quindi un complesso termale di età repubblicana e una necropoli che risale al VI-VII secolo d. C. Estranee alla mano dell'uomo, sono invece le bellezze sotterranee che animano il territorio. Le più suggestive e grandiose sono le Grotte di Pastena, uno dei complessi speleologici più importanti d'Italia la cui scoperta ed esplorazione risale solo al 1926. Si tratta di due rami sovrapposti, uno superiore e uno inferiore attraversati dalle acque sotterranee dei bacini carsici di Pastena che vi entrano dal Fosso Maestro e dopo averle percorse le abbandonano uscendo nella vallata del Sacco. Più a nord, nei pressi di Collepardo, il sottosuolo regala altri ambienti di grande suggestione. La Grotta Regina Margherita di Collepardo nasce sul fondo di una gola del torrente Rio in uno dei paesaggi naturali più selvaggi e meglio conservati della Ciociaria. Qui tra boschi, rocce, panorami grandiosi si entra alla grotta lunga 180 metri con grandi sale anche qui dense di stalattiti e stalagmiti. E i boschi e le foreste regalano i loro frutti per la gioia dei buongustai. Da queste parti funghi porcini e tartufi di altissima qualità, bianchi e neri, aggiungono una marcia alle ottime paste fresche. E per finire, non sono da perdere i succosi frutti di bosco, in primo luogo le fragoline da cui si ricava un tipico liquore.



LA VALLE DEL SACCO E DELL'AMASENO
Seguendo le sponde del Sacco e dell'antica via Latina


II Sacco è il fiume che ha forgiato la valle e dato la traccia ad una delle due vie romane più importanti che collegavano centro e sud della penisola, la Latina e l'Appia. Il suo è un percorso breve ma intenso, con tratti vigorosi e rapidi, e soprattutto bellissimo. Questo tratto di campagna laziale colpisce per la sua solennità da antica Arcadia, punteg¬giata da centri storici di notevole importanza a cominciare dal capoluogo, Fresinone, e da molti piccoli ma preziosi borghi. Il panorama è di grande dolcezza; già attorno alla città frusinate, si viene avvolti da una teoria di colli simili a quelli della più bella campagna toscana, ricchi di filari di cipressi e querce.
Dal belvedere del capoluogo, volgendo lo sguardo a ovest, ecco la catena dei Monti Lepini con i suoi caratteristici borghi arroccati: Morolo, l'antica Ecetra, mitica città dei Volsci, Patrica, in prossimità del Monte Cacume, inconfondibile vetta triangolare ricordata da Dante, Supino, il cui nome deriva dalla posizione del vecchio centro abitato che sembra giacere a semicerchio lungo il pendio montuoso. Sul versante opposto Giuliano di Roma, di origine medievale e feudo dei Conti di Ceccano, e Villa S. Stefano, di anti¬chissima origine volsca, che secondo la leggenda dette i natali alla vergine Camilla. Lungo il corso del Sacco si incontra Ceccano, che sorge improvviso sulla destra del fiume, città volsca e poi municipio romano con il nome di Fabrateria Vetus. Proseguendo, a pochi chilometri, si incontrano Vallecorsa, pittoresco borgo noto come "città dell'olio" e, subito dopo, Amaseno che ha mutuato il nome dal piccolo fiume che scorre vicino e che vanta una Collegiata Cistercense di abbagliante bellezza. Alle bellezze architettoni¬che, vanno aggiunte le delizie del palato, in particolare le mozzarelle di bufala, una vera meravìglia. Dalla parte opposta, seguendo la Casilina, la vecchia Via Latina, si trovano Tbrrice, ameno centro a pochissimi chilometri da Frosinone e Amara, disteso su di un versante a sinistra della valle del Sacco con in cima la mole del castello che fu dei Colonna. Il nome del delizioso borgo cresciuto su di una collina di orìgine arenaria, pare derivi proprio dal materiale che compone il terreno. Ripi si annuncia di lì a poco, anch'esso in alto su di una collina fitta di boschi e ricca di vigneti. Terra fertile questa, tanto da esser contesa nei secoli dalle più potenti casate feudali. Il castello di Ripi di cui resta qualche tratto delle mura, appartenne prima ai Conti di Ceccano, poi ai Borgia e ai Colonna. Dirìgendosi verso Cassino, Falvaterra e Pico. La prima, l'antica Fabrateria Nova fondata nel 124 a.C. dopo la distruzione di Fregellae, è situata poco prima della confluenza del fiume Liri con il Sacco (antico Trerus), la seconda, di antiche origini, conserva l'aspetto medievale con resti di mura e torri. In tutta questa fetta di Ciociaria dove la natura sembra avere un volto particolarmente soave e dove l'agricoltura è una vocazione secola¬re, si trovano prodotti eccellenti. In particolare a far la parte del leone sono il vino e l'olio. E basta osservare i crinali delle colline dove i vitigni scendono fino al piano e gli uli¬veti si contorcono al sole, per capire molte cose.


testo estrapolato dalla pubblicazione edita dall'APT di Frosinone
"CIOCIARIA Terra di Emozioni"

Coordinamento
Ettore Iacoboni - Carlo Pascucci

Testi
Lucia Gigli

Traduzioni
Luciana Mancini







PROVINCE OF FROSINONE

FORTIFIED TOWNS AND THE ERNICI MOUNTAINS
Among the verdant Ernici Mountains ancient fortified villages stand as precious testimonies to the journey of Christianity in the heart of ancient Italy

in the heart of Italy, in the south of Latium, where the Ernici, a mysterious Italie people, once lived, there are wonderful treasures, ancient small towns where the marks of history speak of Rome and of the Pope King, where an unspoiled and awe-inspiring nature is the ideal setting for the beauties designed by the genius of the ancients. This is the historic Ciociaria, crossroads of peoples, saints and armies that since past times crossed the Emici Mountains. This area, which used to be real impassable, is full of high hills, covered by century-old woods, and of "cyclopean" villages where important people of Ancient Rome were born, as well as four of the most famous Popes of the Middle Ages and of the Renaissance. Today the character of this land is not anymore "impassable", yet that character helped to preserve almost intact its blossoming and luxuriant environment to the present days. The same luck biessed the small towns built among these hills: the marks of history are still here, well visible, carefully kept and enclosed in modern living. Up and down these woods and hills it is possible to draw an ideal route, a small plot of green, vaguely rectangular in shape, at the borders of which the beautiful Alatri, the learned Veroli, the impregnable Ferentino and the rich Anagni stretch down. They were the ancient Aletrium, Verulae, Ferentinum and Anagnia, Roman municipium and before that Italie towns, of which Anagni was thè capitai. And it was in pre-Roman age that the great circles of walls, known as cyclopean walls for their impressiveness, were built. They encircle and protect towns full of treasures that were created in the following centuries. The Romans defeated the Ernici and took care of the enlargement, fortification and enrichment of the towns of the vanquished. And there carne streets, fountains, indoor markets, spas and amphitheatres as evidence of the power of Rome. The Middle Ages and the Renaissance set off the flourishing of churches, noble palaces and town centres of great beauty. Ali this is noticeable and visible within thè walls of Alatri, Ferentino and Veroli, whereas thè thriving Anagni is stili famous especially for the Popes who were born and lived there. Yet if the memorìes of the past centuries shine in the towns, the proofs of an ancient faith glow hidden among the slopes of the Ernici Mountains, treasured by the inhabitants of Ciociaria. Two names stand out above all: Trisulti and Casamari, great remote abbeys concealed amid holm oaks and beeches, founded by the hermit friars who travelled along the antique roads of Christianity towards Cassino. Then, around the thirteenth century the Cistercians arrived here and the majesty of faith and the architecture which celebrated it reached its peak. They are two superb and splendid complexes whose walls hold invaluable libraries, ancient pharmacies and churches with plenty of works of art. Holy places where the work of evangelization began early and where the pilgrimage of the Ciociarian people continues, attracted by the power of faith and the allure of history which live intact in the great abbeys of Southern Latium. More worldly, yet not less interesting are the traditions linked to one of the greatest pleasures of life, that is the delights of the table: traditional flavours, simple but tasty, which blend the practices of three regions, the Latium one of course, together with those of Campania and the Abruzzi. The result are juicy dishes with a superb taste. Above all, the supreme rulers are the indomìtable "fettuccine" (home-made egg pasta), followed by the ubiquitous "abbacchio" (spring lamb) and "capretto" (kid); finally, a heap of subli¬me cheeses, dressed-pork produets from the mountains, savoury pizzas and so on. Good appetite.



ALONG THE LIRI AND FIBRENO: IN THE LAND OF CICERO
Among the vegetation of the river, on thè bends of the Liri and the shores of Lake Fibreno

A poet sang this spot of land that "breathe on the large bends of the river Liri". Ancient waters, greenish and deep, where history mirrored, where important events took piace and great men were born. The mythical Liri has always characterized and accompanied the life of this part of Ciociaria, starting from higher up where ìt laps Sora to further down towards what it used to be the Reign of Naples, at Isola del Liri until it comes across the vigorous underground waters of the Fibreno which enric other small towns, such as Posta Fibreno and Vicalvi. People here boast that this is the real Ciociaria, the most ancient, the most imbued with tradition and a glorious past. Maybe this belief is only prompted by local pride, but certainly there are some faets to support it. It is enough to cite two names, well-known and respected for centuries: Caius Marius and Marcus Tullio Cicero. The first is remembered as a strenuous challenger of Siila, the dictator of civil wars. He was born in Cereatae Marianae, a small hamlet in the territory of Arpino, where the Abbey of Casamari stands today. The Cistercians erected the abbey on the ruins of the village of Caius Marius, but something is left of the presence of Rome in the first century B.C. If you go to Casamari and stop there, you will see what is left of the paved road and the splendid single-arched bridge over the Amaseno stream. The second, Cicero, was a great orator, a politician and a writer. He lived his first years in an enjoyable piace, on a small island where the Liri and the Fibreno join, in the same piace, dose to Isola del Liri, where the church of S. Domenico rises today. A tribute has also been paid to these two important men by another great artist, Canova, who sculptured two busts in white marble that embellish the Council Chamber of Arpino's Town Hall. But going further down to the origins, we must not forget that this part of Latium's hinterland was the homeland of warlike Volscians, Italie peoples who fought against the invading Romans. The Volscians founded most of the villages; their traces are visible in the polygonal walls of some towns such as Sora, an ancient Volscian settlement which fell Roman, and in the foundations of the cathedral which enclose two grand temples of the third century B.C. The traces of the Romans merge brutally with those of the Latins, Volscians and the Samnites at Fregellae, the unlucky colony founded by the Romans in 328 B.C. along the Via Latina in defense of the Italie peoples and then destroyed in 125 B.C. by the founders themselves after its rebeìlion. Here are visible the remains of large public buildings and houses with lovely decorations. As Cicero wrote a sorrowful description of his birthplace and of the handsome villa on the riverbanks of the Liri and Fibreno, so Pliny narrates the amenities and the peace that reigned on the small floating island that navigates the waters of Lake Fibreno. On the surface you enjoy the wonder of a natural lake oasis which is a paradise for many species, but under the surface streams of waters springing from the surroundings mountains run vigorously. Clear springs which suddenly gush out to give life to this small lake with crystal waters where the little island described by Pliny has resisted for centuries. But a closer look tells us that the peace and the beauty are still the same as those sung by the poet of Ancient Rome. To the peace of the place, we can add the wellness of the body. Through appetizing food: tasting the wild trouts fished in the lake is an almost mystic experience. Grilled, roasted or baked in paper, served with potatoes and freshwater crayfish, they are a dish of rare deliciousness.


ARCHAEOLOGICAL AND UNDERGROUND CIOCIARIA
A journey between surface and underground in search of the traces of history and the wonders of nature.

Among its natural and artistic beauties, Ciociaria boasts a ment which very few know: that of being one of the first inhabited Italie lands. The evidence of this are the remains of what is called the "Homo of Ceprano", the most ancient Homo Herectus found in Europe, one of our ancestors that lived here some 800-900,000 years ago. The town of Ceprano stands in a piace whìch is significant for the reconstruetion of the history of Italy in pre-Roman and Roman ages. Its position, on a Lirì’s bend, along the Vìa Latina, was important both strategically and commercially. It was not by chance that there was Fregellae nearby, an important Roman colony destroyed by the Roman themselves in 125 B.C. when it rebelled against them. After the loss of Fregellae, in the piace where today the modern Ceprano stands, they built Fregellanum, whose remains of the Imperial age have been recently found. As evidence of an even earlier past, there are the rests of the Elephans Meridionalis et Antiquus, discovered in the neighbourhood of Pofi, which dates back to 400,000 years ago. Two tusks and a molar tooth of the great elephant are displayed in the Prehistoric Museum of Pofi where there are also on show other remains of the "Homo Herectus" and many Palaeolithic findings unearthed in thè area. These important archaeological discoveries allow us to follow step by step along centunes and years the events, the succession of peoples, masters and losers. In pre-Roman times southern Latium was in the hands of the Ernici and the Volscians, Italie peoples who after many fìghts and battles were later Romanized. A very important Volscian settlement was also Castro dei Volsci, as proven by its name. It was the Volscian village of Castriminium protected by a fortress and by megalithic walls which were destroyed by the Romans, although there are some traces left. Not far from the town centre, in a piace called Casale di Madonna del Piano it is possible to see an interesting archaeological complex which tells about ten centuries of life in this area. The excavations have brought to light the ruins of a Roman villa of the first century B.C., a Republican thermal complex and a necropolis dating back to the sixth-seventh century A.C.
But within this territory there are treasures which have not been made by the hands of men. The most enchanting and majestìc ones are the Caves of Pastena, one of the most impor¬tant speleological complexes in Italy whose discovery and exploration dates back to 1926. It is made of two parellel branches, one superior and one infenor, crossed by the underground waters of the karst basins of Pastena. The waters come in by the Fosso Maestro and after a long journey throughout the caves they flow out again in the Sacco Valley The passage of the waters creates small underground ponds and rivers which can be crossed by small boats. Moreover, along its journey the waters have shaped large underground halls, galleries, vaults and passages filled with stalactites and stalagmites which create a fairy-tale landscape. Further north, near Collepardo, the underground reveals other magie settings. The Cave of Regina Margherita at Collepardo is born from the bottom of a gorge formed by the stream Rio in one of the most natural, wild and unspoiled landscapes of Ciociaria. Hear among woods, rocks and majestìc views you enter a 180-metres-long cave with large halls, which are also full of stalactites and stalagmites. And the surrounding woods and forests give their fruits for the joy of gourmets. In this corner of Ciociaria, black and white truffles and pore mushrooms of high quality add an extra touch to thè already excellent fresh-made pastas. Finally, you must not miss the juicy wood berries, especially the wild strawberries out of which people make a typical liqueur.



THE SACCO AND THE AMASENO VALLEYS
Following the riversides of the Sacco and Amaseno along the ancient via Latina

The Sacco is the river that has shaped the valley and marked out the route of the Via Latina, which, together with the Appia, is of the two most important Roman roads that linked the centre to the south of the Italian peninsula. Its way is short but dense with vigorous and fast stretches, and above all really beautiful. This expanse of Latium's countryside strikes for its Arcadia-like solemnity, spotted by historical towns of great importance, starting from the capitai of the province, Frosinone, and by many lìttle yet valuable villages. The landscape has a lovely gentleness; starting from thè outskirts of Frosinone, the land is characterized by rolling hills, similar to those of the more beautiful. Tuscan countryside, filled with line of oaks and cypresses.
From the belvedere of the provincial capitai, the eye meets westward the chain of the Lepini Mountains with a line of typical villages perched on the mountain slopes: Morolo, the ancient Ecetra, a mythical Volscian town; Patrica, near the Mount Cacume, the unmistakable triangular peak cited by Dante; Supino, whose name comes from the unusual position of its old built-up area, stretching in a semicircle along the mountain slope. On the opposite side, Giuliano di Roma, founded in the Middle Ages and feud of the Earls of Ceccano; Villa S. Stefano, a very ancient Volscian settlement, which according to the legend wasthe birth land of the virgin Camilla. Surprisingly rising on the right riverside ofthe Sacco, there is Ceccano, a Volscian town first and then a Roman municipium with the name of Fabrateria Vetus. Travelling further on, after few miles, there are Vallecorsa, a scenic village known as the "olive oil town", and soon afterwards Amaseno, named after the small river running by it, with a remarkable Cistercian collegiate church. Mere the artistic beauties are also accompanied by the delights of the table, in particular the buffalo's mìlk mozzarella cheese, a real wonder, On the opposite side, following the route of the Casilina, the old Via Latina, there is Torrice, a pretty village just few miles away from Frosinone, and Amara, resting on a rise left of the Sacco valley, on whose top there is the bulk of the castle owned by the Colonnas. The name of this delightful little town erected on a sandstone hill, apparently comes from the materìal of which the ground is made. Ripi, also rising on a hill covered by thick woods and vineyards, comes soon after. This has always been a fertile land and the most powerful feudal families fought to possess it. The castle of Ripi, of which only some strips of walls are left, belonged first to the  Earls of Ceccano, then to the Borgias and finally to the Colonnas. Heading towards Cassino, there are Falvaterra and Pico. The first, the ancient Fabrateria Nova founded in 124 B.C. after the destruction of Fregellae, stands not far from the confluence of the rivers Liri and Sacco (the ancient Trerus); the second has kept a medieval structure with rums of walls and towers. In this stretch of Ciociaria where nature has a particular sweet features and where agriculture is a century-old tradition it is possible to find excellent produce. Wine and olive oil, in particular, have the lion's share. And it is enough to observe the ridges of the hills where grapevines grow down the plain and olive groves shine in the sun to understand the nature of this territory.

extrapolated from the text document produced by APT Frosinone
"CIOCIARIA Land of Emotions"

Coordinators
Ettore Iacoboni - Carlo Pascucci

text
Lucia Gigli

traslations
Luciana Mancini


 
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