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SCIFELLI


Immersa in una cornice verde ai piedi del Monte Pedicino ci appare in un oasi di pace e tranquillità la frazione di Scifelli il cui nome deriverebbe da “scifi”, contenitori d’acqua ricavati da grossi tronchi d’albero usati dai pastori per abbeverare gli animali.
Salendo da Casamari la strada si apre su piazza S. Alfonso su cui si affacciano la Chiesa dedicata alla Madonna del Buon Consiglio e l’antico collegio dei Redentoristi .
Il complesso originò nel XVIII secolo quando Padre Luigi Arnaud, studente a Casamari, affezionatosi ai contadini di Scifelli, decise di costruire la Cappella di Santa Cecilia con annesso edificio in cui ospitare  degli eremiti che si occupassero della popolazione sotto l’aspetto educativo e spirituale. Nel 1773, sotto l’episcopato di Mons. Giovanni Battista Jacobini, Arnaud cedette a due membri della Congregazione del SS. Redentore Casa e Chiesa. I Redentoristi ingrandirono il convento e la chiesa che fu consacrata nel 1846 sotto l’episcopato di Mariano Venturi.  
Si conserva al suo interno l’effigie della Madonna del Buon Consiglio realizzata nel 1898 da Giovanni Gagliardi, autore tra l’altro degli affreschi nella Cappella del SS. Sacramento all’interno della Cattedrale di Anagni.
Nel gennaio del 1861 a Scifelli, come in altri villaggi del territorio di Veroli, si aggiravano bande di gente armata che agli ordini di Luigi Alonzi, detto Chiavone, terrorizzavano la popolazione. Esiste ancora oggi la cosiddetta Cappella dei Briganti voluta dagli stessi e dedicata alla Vergine del Carmine.
Nel 1958 il vescovo Carlo Livagri elevò Scifelli a parrocchia.  Da ricordare nella storia della Casa la figura di Padre Davide Oldani. Nato a Magenta (MI) il 16 dicembre 1919, fu maestro dei novizi a Scifelli dal 1955 al 1961, superiore della Comunità di Scifelli dal 1961 al 1967 e parroco della Parrocchia Madonna del Buon Consiglio dal 1961 al 1982.  Ancora oggi il suo ricordo è vivo nella gente fra cui ha vissuto preoccupandosi delle necessità spirituali e materiali della comunità ed incarnando la virtù della carità come solo le persone sante riescono a fare.




SCIFELLI


Immersed in a green panorama at the foot of Moun Pedicino, it appears as an oasis of peace and tranquility.  The village of Scifelli whose name comes from "Scifi" which were containers for water carved out of tree trunks used by the shepherds to bring water to their herds.  Passing from Casamari the road opens in St. Alfonso Square where the Church  dedicated to the Modonna del Buon Consiglio is situated along with the ancient college of the Redentorists.
The origin of this complex dates back to the XVIII century when Father Luigi Arnaud, A STUDENT OF THE Casamari school, being very attached to the farmers of Scifelli decided to build th Chapel of St. Cecilia with a connecting building to host hermits who would teach and give spiritual guidance to the people.  In 1773 under the episcopate of Mons. Giovanni Battisti Jacobini, Arnaud gave the house and church to two members of the Congregation SS Redentore.  The Rdentorists enlarged the church which was consecrated in1846 by Bishop Mariano Venturi. Inside we can see the portrait of the Madonna del Buon Consiglio done in 1898 by Giovanni Gagliardi, author among other of the frescos in the chapel of the SS Sacramento inside the Cathedral of Anagni.
In January 1861 in Scifelli, as in ther villages of the territory of Veroli, there circulated bands of armed persons who under the order of Luigi Alonzi, called Chiavone, terrorized the population.  Even today ther exists the Chapel of the Bandits desired by them and dedicated to the Virgine of the Carmine.
In 1958 the Bishop, Carlo Livagri, raised the Scifelli to the rank of parish.  In the history of the House we should remember the figure of Father David Oldini.  Born in Magenta (Milan) on December 16th, 1919, he was the teacher of the novices in Scifelli from 1955 to 1961, the father superior of the Scifelli Community from 1961 to 1967 and pastor of the Madonna del Buon Consiglio Parish from 1961 to 1982.  Even today his memory is alive among the people whom he lived with worrying about the spiritual and material needs of the community taking on the virtue of charity like only real saints can do.



 
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